Clima e geologia dei campi sperimentali

Il comune di Forni di Sotto si trova nel settore nord ovest del Friuli Venezia Giulia, in provincia di Udine (coordinate GPS: LAT. 46°24’0″N e LONG. 12°40’0″E) ed posto a un’altitudine di 777 m. s.l.m.. Confina con i comuni di Forni di Sopra (UD), Sauris (UD), Ampezzo (UD), Socchieve (UD), Tramonti di Sopra (PN) e Claut (PN).

Esso si estende su una superficie di 93,54 Kmq lungo la direttrice est ovest nell’alta Val Tagliamento, con un’ escursione altimetrica di circa 1900 m. (si passa, infatti, dai 550 m. s.l.m. del greto del fiume Tagliamento, ai 2473 m. s.l.m. del monte Bivera).

Il comune di Forni di Sopra, si estende anch’esso nel settore nord ovest del Friuli Venezia Giulia, in provincia di Udine (coordinate GPS: LAT. 46°25’2″N e LONG. 12°34’6″E) ed posto a un’altitudine di 906 m. s.l.m.. Confina con i comuni di Forni di Sotto (UD), Sauris (UD), Lorenzago di Cadore (BL), Socchieve (UD), Tramonti di Sopra (PN) e Claut (PN).

Esso si estende su una superficie di 81,66 Kmq anch’esso lungo la direttrice est ovest nell’alta Val Tagliamento, con un’ escursione altimetrica di circa 1791 m. (si passa, infatti, dai 790 m. s.l.m. del greto del fiume Tagliamento, ai 2581 m. s.l.m. del monte Cridola).


Il clima di Forni di Sotto e di Forni di Sopra è definibile come di tipo sub-alpino. La durata del gelo notturno (mediamente) si attesta attorno alle 25 settimane all’anno.

La valle dei due Forni è disposta lungo la direttrice Est – Ovest, per cui sono favoriti i transiti dei venti di NE e di E – NE, che sono i più frequenti ed anche i più freddi. Altri venti sono pressoché assenti, trovandoci di fronte a una valle chiusa. Vi sono, comunque, nei periodi estivi, delle brezze sia di monte che di valle, generate principalmente da correnti termiche. Il gelo notturno può presentarsi alle volte anche tardivamente, spesso a primavera inoltrata, provocando danni a colture e piante da frutto.

Per un’analisi più puntuale e precisa delle condizioni meteo-climatiche è d’obbligo, però, fare riferimento a misurazioni scientificamente provate.

Analizzando il climatogramma creato utilizzando i dati ricavati dal sito web dell’ OSMER FVG (www.osmer.fvg.it) dall’ottobre 2004 al settembre 2016 la curva delle precipitazioni è sempre di gran lunga superiore alla curva delle temperature, per cui non ci sono problemi di aridità per le piante; si nota anche una grande piovosità estiva, dato che ci indica che le piante non sono sottoposte a stress idrico.

Le precipitazioni, nel loro complesso, non risultano elevatissime; vi sono basse precipitazioni nei mesi invernali. A Forni di Sotto (dati degli ultimi 15 anni) le precipitazioni medie annue si attestano attorno ai 1.825 mm, mentre a Forni di Sopra (dati degli ultimi 15 anni) le precipitazioni medie annue si attestano attorno ai 1.800 mm. (Dati forniti dalle stazioni meteo della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia).

Dal gennaio 2015 e fino al 31 agosto 2016 (anni di rifermento per gli impianti di Solaris FR 360 già messi a dimora per la sperimentazione), i dati di pioggia sono stati i seguenti:

Se si prende  in esame  la curva delle  temperature mensili,  si può notare come queste siano mediamente superiori allo zero per 11 mesi all’ anno; il mese più caldo risulta essere Luglio, mentre quelli più freddi sono Dicembre e Gennaio. Si osserva che l’aumento delle temperature è abbastanza repentino da febbraio in poi, invece la diminuzione della temperatura è meno brusca da settembre in poi.

Ci sono cinque mesi in cui si hanno gelate sicure e sono i mesi che vanno da novembre a marzo.

I periodi con gelate probabili, invece, comprendono anche i mesi di ottobre ed aprile.

Da queste considerazioni si deduce che il periodo di sicura vegetazione per le piante è di 7 mesi, ovvero dal mese di aprile a quello di ottobre.

L’indice di continentalità (Ic) calcolato è di 18,10, valore questo che posiziona le zone di studio in un clima di tipo semicontinentale.

L’indice di termicità (It) da valore di 122,7 e la somma annuale delle temperature (Tp) è di 961,25; i due valori indicano che il bioclima è di tipo supratemperato.

L’ombrotipo restituisce un valore di 12,89 quindi di tipo iperumido.

Raramente le temperature minime scendono al di sotto dei – 15,0°C.

All’interno del campo sperimentale “Drogne” e di quello “Tavarons” sono state installate due stazioni meteo identiche: il modello è una PCS FWS 20 della PCE Instruments. Il campionamento dei dati avviene ogni venti minuti e il tutto viene registrato su degli elaboratori. Per quanto riguarda il campo sperimentale di Pradas, ci affidiamo a una stazione meteo professionale Davis, installata a circa 30 metri di distanza dal campo.

Inoltre, come già detto, nei pressi del campo “Drogne” è stato installato un piranometro per la corretta misura della radiazione solare.

Da un punto di vista geologico, Forni di Sotto e Forni di Sopra, così come tutta la regione carnica, fanno parte delle Alpi meridionali orientali, una catena montuosa a sovrascorrimenti sudvergenti in attività dal Miocene inferiore-medio ad oggi estesa dal Veneto occidentale al confine italo-sloveno. Lungo la valle dell’Alto Tagliamento (che da un punto di vista geografico è posta al limite fra le Alpi carniche meridionali a nord e le Prealpi Carniche a sud), affiora un substrato roccioso di età prevalentemente mesozoica. A nord (Alpi carniche meridionali) affiorano terreni di età prevalentemente triassica inferiore-media (Fm. di Werfen, Fm. di Lusnizza, sequenze conglomeratiche dell’Anisico superiore, Dolomia dello Sciliar) localmente accompagnati alla base da terreni ancora più antichi di età permiana (Fm. a Bellerophon) che vengono in affioramento sul fondo delle principali valli a seguito dell’erosione glaciale e fluviale (Valle del But, Valle del Chiarsò, Valle del T. Pontaiba). Le Prealpi carniche settentrionali sono invece costituite quasi completamente da rocce del Trias superiore (Fm. di Raibl, Fm. del Monticello, Dolomia di Forni e Dolomia Principale).

Lungo l’alta valle del Tagliamento i terreni più antichi permo-triassici vengono a contatto con le sequenze rocciose più recenti delle Prealpi carniche settentrionali. Il contatto è quindi anomalo, ponendo i terreni più antichi al di sopra di quelli più recenti. Esso è legato a motivi tettonici: lungo la valle del Tagliamento, sepolta sotto le coltri quaternarie, è presente infatti una struttura di accavallamento a direzione E-W: la linea dell’Alto Tagliamento.

Altre importanti dislocazioni tettoniche caratterizzano l’area in esame: la principale è la cosiddetta Linea di Sauris che accavalla rocce del Permo-Trias su rocce più recenti del Trias medio. Tale sovrascorrimento che interessa tutto il versante settentrionale dell’alta valle del Tagliamento da Forni di Sopra fino ad Ovaro ha generato estese fasce di rocce cataclastiche che caratterizzano ad esempio tutto il bacino del Torente Auza.

La valle del Tagliamento compresa fra Forni di Sopra e Forni di Sotto mostra chiare evidenze di modellamento glaciale. Purtroppo sono scarse le testimonianze della presenza dei ghiacciai precedenti l’ultima avanzata glaciale (Last Glacial Maximum LGM, avvenuta nelle Alpi Carniche circa 20.000 anni fa). Le uniche testimonianze delle glaciazioni antiche sembrerebbero essere date da depositi glaciali cementati (“morene antiche” di Pisa, 1973) presenti in affioramenti sparsi presso il Ponte Sacrovint. Tali depositi sono dati da un conglomerato ben cementato con ciottoli di dimensione e natura assai varia, da sub-arrotondati ad angolosi, in parte alterati e sfatti, privi completamente di classazione e orientazione. La matrice è abbondante e per lo più grigia o giallastra.

L’impronta morfologica fondamentale è invece legata agli avvenimenti da sin a post ultimo massimo glaciale. Più significativi sono infatti le testimonianze geologiche legate all’ultima glaciazione: estesi accumuli di materiale sciolto con abbondanti frammenti litoidi, per lo più variamente arrotondati, di dimensioni molto eterogenee (da pochi cm a parecchi m.), a disposizione caotica, immersi in una matrice argillosa, sabbiosa o ciottolosa spesso molto abbondante affiorano nei pressi della località Melares. Da notare come i clasti presenti rappresentino tutti i tipi litologici affioranti nell’alto Tagliamento e talora anche rocce metamorfiche e ignee provenienti da bacini vallivi contermini.